Abbigliamento specifico e tessuti: cosa valutare? Considerazioni per l’acquisto

Un tessuto è un prodotto, fatto o a mano o attraverso l’ausilio di alcuni macchinari, in cui dei fili sottilissimi si intrecciano tra loro. I tessuti hanno una storia davvero lunga: possiamo dire che sia lunga quasi quanto quella dell’uomo.

Da sempre, i tessuti sono utili per tanti scopi, ma il primo in assoluto (nonché il più importante) è sicuramente quello che riguarda l’abbigliamento. Infatti, è vero che quando l’uomo non era ancora evoluto utilizzava le pelli degli animali per riscaldarsi, ma è altrettanto vero che i tessuti comparvero per la prima volta nel Neolitico.

Da allora le civiltà si sono ovviamente evolute, e insieme ad esse si sono sviluppati nuovi usi, nuovi mestieri e nuovi ideali di bellezza. Il tutto è variato da epoca ad epoca, fino ad arrivare a quella in cui viviamo noi. Noi utilizziamo i tessuti per vestirci, ma l’argomento è ben più complesso di così.

Noi uomini e donne moderne non abbiamo bisogno dei tessuti solo per riscaldarci, anche perché abbiamo tanti strumenti che ci vengono in soccorso. Abbiamo fatto dei tessuti una questione di status, che ci porta ad avere dei pregiudizi sulle persone sulla base di come sono vestite. Il nostro mondo gira attorno ai tessuti e al loro utilizzo: ed è proprio quello su cui ci concentreremo oggi.

Parleremo dei tessuti facendo riferimento ai loro utilizzi principali, facendo anche delle considerazioni in merito. Nel corso dell’articolo troverete diverse sezioni, ognuna delle quali sarà destinata a un tipo di tessuto in particolare.

Caratteristiche e categorizzazione dei tessuti

Prima di scendere nel dettaglio e parlare dei singoli tessuti e dei loro relativi utilizzi, è necessario prendere l’argomento un po’ più alla lontana. Ogni tessuto è composto da una miriade di fibre, che possono essere di varia natura. Ogni fibra si intreccia con una moltitudine di altre fibre per dare vita a un tessuto.

Affinché si possa dar vita a un tessuto è necessario tessere le fibre: quest’operazione può essere fatta manualmente oppure attraverso l’utilizzo di macchinari appositi. A prescindere dal modo in cui si voglia realizzare la tessitura, affinché questo processo possa compiersi si ha bisogno di un telaio. Ogni tessuto è composto da due elementi principali:

  1. l’ordito, che rappresenta il complesso di fili posti sul telaio;
  2. la trama, che passa da una parte all’altra dell’ordito.

Come abbiamo precedentemente accennato, le fibre possono essere di varia natura. In linea generale possiamo dire però che le categorie principali sono tre:

  • le fibre vegetali
  • quelle animali
  • in ultimo, quelle sintetiche

Nei prossimi paragrafi avremo l’occasione di vederle nel dettaglio. Spiegheremo che cosa sono e per cosa si utilizzano.

Fibre vegetali: quali sono e per cosa si usano?

Le fibre vegetali sono dei particolari tipi di fibre che hanno, appunto, origine vegetale. Vengono estratte a partire dai fusti o dai semi di alcune piante particolari. Tra queste ultime, le più conosciute ed utilizzate sono quelle di:

  • cotone
  • lino
  • juta
  • canapa

Le fibre vegetali si presentano come delle fibre molto leggere. Dunque, anche i tessuti a cui danno origine sono altrettanto leggeri. Nello specifico, il cotone si utilizza per la creazione di indumenti estivi o autunnali, tra i quali vi sono: le magliette a maniche corte, le magliette a maniche lunghe, le camicie e i pantaloni. Tuttavia, il cotone viene usato anche per la produzione della biancheria, sia quella intima che per la casa.

Il lino invece si usa per un tipo di abbigliamento prettamente estivo, poiché è la fibra più leggera di tutte. La juta, al contrario, si usa per la produzione di elastici di vario genere e di sacchi contenitivi.

I tessuti vegetali sono molto conosciuti per le loro proprietà traspiranti. Non causano irritazioni di nessun tipo e sono particolarmente indicati per le persone che hanno una pelle sensibile o per i bambini.

Fibre animali: quali sono e per cosa si usano?

Le fibre animali, al contrario di quelle vegetali, derivano dal pelo o dalle secrezioni di alcuni animali. Il pelo e le secrezioni vengono lavorati a livello industriale per produrre dei tessuti che, differentemente da quelli di cui abbiamo appena parlato, sono piuttosto pesanti.

I tessuti di origine animale sono molto pregiati, nonché conosciuti per la loro distintiva proprietà di mantenere il calore. I tessuti animali sono principalmente due:

  1. la seta, che si ricava dalle secrezioni del baco da seta. Il baco da seta è un insetto che produce un piccolo bozzolo, che viene estratto e poi lavorato per ottenere indumenti di vario tipo. L’abbigliamento di seta è uno tra i più costosi presenti sul mercato.
  2. La lana, che invece viene ricavata dal pelo di alcuni animali. Tra questi ultimi citiamo: la pecora, il cashmere e l’angora. Naturalmente ne esistono molti altri che vengono usati a questo scopo, ma quelli citati sono i più commercializzati.

Fibre sintetiche: quali sono e per cosa si usano?

Se le fibre naturali (quindi sia quelle vegetali che quelle animali) sono sempre state usate, la storia delle fibre sintetiche è molto diversa. Le fibre sintetiche hanno cominciato ad affermarsi sul mercato nei primi decenni del 1900. I tessuti prodotti a partire da esse hanno tutti origini sintetiche, e quindi non naturali.

Le fibre sintetiche hanno rappresentato la rivoluzione dell’abbigliamento: soprattutto nell’ambito che riguarda l’attrezzatura sportiva. Si usano quindi per produrre diversi tipi di abbigliamento, ma è importante anche dire che ormai sono pochi gli abiti che sono costituiti interamente da fibre naturali.

Per la gran parte, i tessuti naturali sono integrati da quelli sintetici, che li rendono più comodi, più elastici e aumentano la loro vestibilità. Dietro le fibre sintetiche c’è una vera e propria ricerca, grazie alla quale sono stati raggiunti risultati inimmaginabili fino a qualche decennio fa. Un esempio sono le mute da sub, che consentono ai subacquei di nuotare e pescare anche nelle acque più fredde. Di tessuti ne esistono tantissimi, ma i più comuni sono:

  1. il nylon, comune non solo all’abbigliamento umano ma anche in quello destinato agli animali;
  2. il poliestere, usato come integrazione a molti altri tessuti;
  3. l’acrilico;
  4. il poliuretano;
  5. il neoprene, usato per le mute da sub.
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